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La collimazione Newton con tappo e correttore

Alessandro Biasia

Alessandro Biasia

La collimazione Newton può essere realizzata in modi diversi e quella che vi riporto in questo articolo è la mia personale esperienza. Quando ho provato per la prima volta la collimazione Newton con tappo forato, correttore di ortogonalità e laser, mi sono accorto che il mio telescopio Newtoniano 200/1000 non era mai stato collimato con precisione fino ad allora.

Da sinistra: laser, correttore di ortogonalità e oculare con tappo forato

Alcuni di voi potranno trovarsi meglio facendo la collimazione Newton con altre tecniche e strumenti ma penso possa essere utile condividere i passaggi di questa importante operazione.

Il telescopio Newtoniano

Eseguo la collimazione del Newton anche 3 volte in una serata di riprese planetarie e ci metto circa 2 minuti per volta.

I telescopi Newton sono composti da due specchi: uno specchio primario situato sulla culatta del tubo indirizza la luce raccolta verso un più piccolo specchio secondario sostenuto da una raggiera che si trova all’altezza del focheggiatore.

Lo specchio secondario è inclinato di 45° e indirizza la luce catturata dallo specchio primario verso il focheggiatore.

Entrambi questi specchi si possono muovere tramite tre viti di collimazione che si trovano sulla culatta per lo specchio primario, e sul supporto del secondario per lo specchio secondario.

Cerchiate in rosso le viti di collimazione del primario, affianco ci sono le viti di serraggio
Cerchiate in rosso le viti di collimazione del secondario

Per un telescopio la collimazione è fondamentale. Un telescopio riflettore è collimato quando gli specchi sono posizionati in modo che il percorso compiuto dalla luce all’interno dello strumento risulti corretto e l’immagine sorgente sia correttamente orientata sul piano focale.

La collimazione Newton, specie per fare fotografia planetaria, va fatta spesso. Un telescopio scollimato restituirà un’immagine di qualità inferiore rispetto al potenziale dello strumento.

I passi per la collimazione Newton

Vediamo ora il procedimento della collimazione che eseguo quando faccio astrofotografia HIRES planetaria. Gli strumenti che utilizzo sono: un oculare con tappo forato, un laser e un correttore di ortogonalità per il laser.

Possiamo dividere la procedura per la collimazione Newton in 4 passaggi:

  1. Acclimatamento
  2. Puntamento dell’oggetto che si desidera riprendere
  3. Collimazione specchio secondario
  4. Collimazione specchio primario

1. Acclimatamento

Innanzitutto, prima di effettuare la collimazione dobbiamo essere sicuri che il telescopio sia correttamente acclimatato.

Se così non fosse, potrebbero esserci dei microspostamenti dovuti alla successiva acclimatazione dei materiali che potrebbero vanificare la precisione con cui abbiamo svolto il lavoro di collimazione.

Io personalmente, quando utilizzo il Newton 200/1000, lo porto in ambiente esterno almeno un’ora prima di iniziare la ripresa.

Avendo anche una ventola di acclimatamento da 12 cm di diametro, mi basterebbero teoricamente circa 20 minuti se la differenza di temperatura interno-esterno è di 20 gradi, ma essere prudenti non guasta mai.

Ventola di acclimatamento fatta in casa

2. Puntamento dell’oggetto

In fotografia planetaria la collimazione andrebbe sempre fatta dopo aver puntato l’oggetto che si desidera riprendere.

Questo perché, se collimiamo il tubo tenendolo orizzontale su un tavolo o in piedi verticalmente, corriamo il rischio che gli specchi (soprattutto il primario) si spostino leggermente a causa del cambiamento di inclinazione del tubo e/o durante la fase di montaggio del tubo sulla montatura.

Per questo motivo, prima si monta il tubo sulla montatura, poi si punta l’oggetto da riprendere, e solo ora si inizia la collimazione precisa.

3. Collimazione Newton specchio secondario

Ora che abbiamo il tubo acclimatato e puntato l’oggetto che desideriamo fotografare, possiamo montare il tappo forato, indirizzare una piccola luce dentro al tubo (una torcia frontale puntata dentro al tubo senza puntare la luce direttamente sullo specchio primario andrà benissimo) e collimare lo specchio secondario.

Oculare con tappo forato inserito nel focheggiatore

Se abbiamo lo specchio secondario scollimato l’immagine che ci si presenterà sarà simile a questa:

Foto fatta con ASI224 inserita nel portaoculari con grandangolo

Ora, agendo sulle tre viti di collimazione del secondario, andiamo a centrare il riflesso dello specchio primario nel cerchio scuro più grande finché l’immagine che ci verrà restituita non sarà simile a questa (per semplificare questo procedimento io ho sostituito le brugole con delle Bob’s Knobs, in modo da poter girare le viti con 2 sole dita e senza smettere di guardare dal tappo forato):

Foto fatta con ASI224 inserita nel portaoculari con grandangolo

4. Collimazione Newton specchio primario

Dopo aver eseguito l’operazione numero 4 con precisione il nostro specchio secondario sarà collimato.

Da qui una riflessione: se lo specchio secondario è collimato, se noi inserissimo il laser nel focheggiatore, il laser dovrebbe andare perfettamente al centro dello specchio primario, in mezzo al classico tondino appiccicato sullo specchio.

Questo spesso non accade.

Non accade soprattutto per un motivo: la non perfetta collimazione del laser.

Se il laser è scollimato, anche leggermente, non sarà in grado di collimare a dovere il nostro Newton.

A meno che le condizioni problematiche elencate sopra non siano disastrose (e in tal caso la collimazione è l’ultimo dei problemi), si possono correggere semplicemente usando il correttore di ortogonalità per il laser.

Correttore di ortogonalità con laser inserito nel portaoculari da 1,25″

Inserendo il correttore tra laser e focheggiatore e agendo sulle sue tre viti possiamo inclinare il laser in modo che il suo fascio cada perfettamente al centro del pallino situato in mezzo allo specchio primario.

Ora che il laser e lo specchio secondario sono perfettamente allineati, accendiamo il laser e, se lo specchio primario è scollimato, vedremo che il laser non ricadrà al centro del bersaglio:

Specchio primario scollimato

Adesso, agendo sulle tre viti di collimazione dello specchio primario, facciamo in modo che il laser di ritorno dal focheggiatore ricada esattamente al centro del bersaglio:

Specchio primario collimato

Fatto questo, lo specchio primario e lo specchio secondario del nostro telescopio riflettore sono collimati, finalmente possiamo iniziare la sessione fotografica.

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