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Storie di Astrofotografia con Riccardo Sgaramella

Valentina Zilibotti

Valentina Zilibotti

Esperta di didattica esperienziale per bambini e cofondatrice Astrofarm
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Abbiamo deciso di dare spazio e voce ai membri della Community Astrofarm attraverso una serie di interviste che diventeranno “Storie di Astrofotografia”. L’obiettivo è quello di raccontare questa passione condividendo l’esperienza di tutti. Le Storie di Astrofotografia sono tante e pensiamo sia bello poterle conservare e divulgare.

L’intervista

Presentati e raccontaci quando è iniziata la tua passione per l’astrofotografia

Mi chiamo Riccardo Sgaramella, classe ’83. Lavoro come assistente scolastico e vivo a Tolentino nelle Marche, una delle poche regioni che permette di raggiungere cieli abbastanza bui percorrendo brevi distanze. La mia passione per l’astrofotografia è stata per molti anni latente. Da piccolo amavo guardare il cielo in cerca di costellazioni e meteore ma non avevo mai avuto un telescopio. Mi piaceva documentarmi sulle riviste astronomiche e guardare documentari riguardanti lo spazio e le leggi fisiche. Il primo passo verso i telescopi lo feci nel ’97, iniziando a frequentare l’osservatorio della mia città in occasione di alcune serate osservative dedicate alla cometa Hale-Bopp. Circa tre anni fa, nel 2018, mi trovai indeciso tra due passioni: il golf e l’astrofotografia. Pensavo che il golf fosse uno sport per ricchi, quindi decisi di dedicarmi all’astrofotografia senza sapere a cosa sarei andato incontro. Decisi di comprare il mio primo telescopio e da quel momento iniziò il mio viaggio verso l’ignoto, dato che non conoscevo bene la materia, e verso l’infinito, considerando i soggetti che avevo deciso di fotografare. Non fu un acquisto azzeccatissimo da subito ma certamente una bellissima opportunità.

Qual è stata la tua prima strumentazione astronomica?

Il mio primo telescopio è stato un rifrattore 80/900 con montatura Alt-Az computerizzata, acquistato con molta fretta. Sinceramente, non avevo consultato molte persone prima dell’acquisto e mi ero fatto prendere dalla voglia di inseguire questo sogno. Sottovalutavo le importanti nozioni che si nascondono dietro questa passione. Dopo poco tempo mi resi conto dell’inadeguatezza della strumentazione e mi decisi a chiedere consigli precisi. E’ grazie ai consigli di Luca Fornaciari e Andrea Vanoni che decisi di migliorare il mio setup, passando a una montatura Eq 5 con telescopio Newtoniano 200/100.

Qual è stato il soggetto del tuo primo scatto?

La Luna è sicuramente il primo soggetto che ognuno di noi osserva o fotografa. Parlando del Deep-Sky, ho iniziato fotografando la stella Vega. Dopo un confronto con il mio amico di avventure Valerio Avitabile, ho capito che la mia fotografia non era del tutto ottimale. Da quel momento, è iniziata la ricerca delle soluzioni per migliorarmi e la comprensione di quante variabili entrino in gioco in questa passione fotografica.

Quali son stati gli strumenti o le fonti che ti hanno permesso di migliorare i tuoi scatti?

Con il tempo ho migliorato le mie conoscenze soprattutto attraverso i video del canale YouTube di Luca Fornaciari e il gruppo Telegram di Astrofarm. Successivamente, ho potuto approfondire la conoscenza del software di elaborazione PixInsight grazie alla formazione di Edoardo Luca Radice, moderatore Astrofarm. La strumentazione che mi ha permesso di fare diversi passi in avanti è il mio attuale setup: Eq6-r con Apo 72/432 con Asi294MC Pro Color ZWO. Quello che mi piace di questa strumentazione è la robustezza della montatura combinata alla leggerezza del telescopio e ad una camera davvero performante.

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato nel realizzare le tue fotografie?

Farà ridere, ma si tratta dello scoglio che tutti gli astrofotografi devono superare: fare l’allineamento polare. Ho conosciuto Valerio proprio in una di queste occasioni e per me che non conoscevo bene il cielo, è stato difficile capire le dinamiche e l’utilità di questa procedura. E’ stato un passo fondamentale per poter migliorare le mie immagini.

Cosa potrebbe aiutarti a migliorare i tuoi risultati?

Sono soddisfatto dei miei ultimi risultati e non credo che cambierò il mio setup. Dopo quasi tre anni di studio posso finalmente godermi i miei scatti. Di certo non voglio smettere di apprendere e se c’è una cosa che voglio implementare per avere risultati migliori è il tempo di integrazione per singolo scatto.

Se non ne fai già parte, hai mai pensato di iniziare a frequentare un gruppo astrofili?

Devo dire che se una persona ha pochissime conoscenze in materia, frequentare un gruppo astrofili aiuta moltissimo. In questo modo si ha la possibilità di confrontarsi con persone esperte e di prendere dimestichezza con la prima strumentazione. Si scopre così che le storie di astrofotografia sono tante perché ogni astrofilo ha la sua. Attualmente non faccio parte di una associazione astrofili e, fotografando soprattutto da casa, non credo che ne frequenterò una in modo costante ma consiglio vivamente questo avvicinamento a chi è alle prime armi.

Essere parte di una comunità come Astrofarm ti ha aiutato a stringere rapporti importanti con persone che hanno la tua stessa passione?

Essere parte di una comunità come Astrofarm mi ha permesso di avere una crescita esponenziale nella mia conoscenza e nella pratica di questa passione. E’ grazie ad Astrofarm che ho raggiunto certi risultati. Ho conosciuto persone molto preparate come Marco Prelini e Riccardo Balia e ho scoperto che ci sono astrofotografi a due passi da casa mia, come Valerio Avitabile e Mattia Ciccola. Ho potuto conoscere di persona alcuni membri di Astrofarm e sono nate nuove amicizie.

In quale modo si potrebbe creare ancora più coesione tra gli appassionati?

Non saprei a dire il vero, anche perché vedo già molta coesione nel nostro gruppo. Seguo soprattutto la sezione dedicata al Deep-Sky e qui ci si confronta spesso sulle mille variabili che questa passione nasconde, dal setup all’elaborazione finale dell’immagine.

C’è stato un momento in cui hai pensato che fare astrofotografia fosse troppo difficile?

Sì, in questi tre anni ho pensato molte volte che questa passione fosse qualcosa di troppo difficile e non nascondo che ci sono stati anche momenti di arresto. La cosa bella però è rialzarsi e proseguire!!

Cosa ti piacerebbe raccontare attraverso la tua astrofotografia?

Vorrei riuscire a descrivere la bellezza che è presente nel cielo. Bellezza che stiamo pian pino perdendo a causa dell’inquinamento luminoso. Ormai pochi alzano lo sguardo al cielo o si concedono momenti di assoluto silenzio immersi nella natura e coperti da un manto di stelle.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe avvicinarsi al mondo dell’astrofotografia?

Vorrei che i nuovi appassionati non facessero i miei stessi errori. Consiglierei loro di scegliere con molta calma il primo telescopio. E’ importante ascoltare consigli e conoscere le tematiche legate a questa passione. Infine la pazienza. Consiglio di avere molta pazienza perché se il primo periodo sarà di incertezza, si aprirà presto la bellezza del cielo sopra di noi e questa passione lascerà man mano spazio a quel divertimento che la vita talvolta margina.

Cieli sereni a tutti. Riccardo Sgaramella

Il Team Astrofam ringrazia Riccardo per aver contribuito a “Storie di Astrofotografia” con la sua intervista. Il nostro augurio è che le Storie di Astrofotografia possano alimentare la passione di tanti.

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