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Stretch non lineare automatico in Astrofotografia

Giovanni Paglioli

Giovanni Paglioli

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Stretch non lineare automatico in astrofotografia: un modo diverso per migliorare le vostre immagini.

Photoshop astroimaging Tips’n’Tricks

Quante volte avete elaborato un’immagine e siete arrivati al punto in cui il fondo cielo è scuro ed il soggetto ben contrastato ma il vostro astrodiavoletto interno vorrebbe vedere “di più ma senza stelle giganti”?

Così, avete probabilmente iniziato a smanettare con curve e livelli e quando avete iniziato a vedere i dettagli deboli vi siete esaltati ma quante volte, poi, le alte luci non vi piacevano e viceversa? Curve a “serpente”, a “giraffa” o la mossa della “gru” ma niente, peggio di prima. E ora non siete neanche più sicuri della vostra “base”.

La domanda zen è spesso: “Ma non c’è un modo “automatico” per fare una prova?” “Magari avessi Pixinsight!”. Ovviamente un modo c’è ed ecco perché ho deciso di condividere con voi alcune tecniche per uno stretch non lineare automatico.

Non abbiate paura e non nominate altre divinità al di fuori di Photoshop, che potrebbe sentirvi e distruggere l’hard disk.

Un po’ di semplice matematica

Una considerazione logica senza invocare divinità e “tornare” ai banchi di scuola elementare, potrebbe aiutarci ad ottenere il nostro stretch lineare automatico.

Avete mai pensato che potreste usare la vostra stessa immagine per “stretchare” in modo non lineare? Si tratterebbe di dare in pasto al software la mappa delle luminosità registrate per fargli stabilire che deve “tirare su” quelle più basse “di più” di quelle via via più alte, anzi, in relazione a quelle alte meglio non far quasi niente! Già, ma come? Come dire a Photoshop di fare questa cosa dato che lui non ne capisce di matematica? (Ricordate, lo state offendendo nuovamente, attenti!).

C’è una semplice operazione matematica che, se invocata, fa proprio questo! Pensate alla vostra luminosità che va da 0 (i neri) a 1 (il bianco puro) e immaginate di moltiplicate 1×1: cosa avete? Sempre 1. Se moltiplicassimo invece numeri minori di 1, otterremmo un risultato sempre più piccolo man mano che i numeri stessi diminuiscono: 0,95×0,98 = 0,931 ma 0,22×0,18 = 0,0396 ovvero molto meno. Si, ma cosa significa? Se lo facessi con la mia immagine, le parti “scure”, ovvero con un valore più basso, diventerebbero sempre più scure. Non è questo ciò che che vogliamo!

Avete ragione ma, calma… Se invertissimo i valori dell’immagine? Se decidessimo anche “cosa” moltiplicare con effetto via via decrescente (maschera)? Se le parti luminose fossero invece scure e viceversa? Basta il “negativo” ovvero invertire i valori, funzionerebbe?

Altro che se funziona! E’ matematica.. Io la chiamo IMM (Inverted Multiply Masked) Proviamo allora!

Semplici passaggi ed il gioco è fatto!

Apriamo la nostra immagine “finita” o in una fase avanzata. Come secondo passaggio, dobbiamo semplicemente invertire i valori per farne un “negativo” e per farlo basta invocare il comando CTRL+I (alternativamente nel menu: Image/Adjustments/Invert), non importa se si tratta di un bianco e nero o di un’immagine a colori, è lo stesso.

Ora, duplichiamola in modo da averla identica su due livelli. Potete farlo dal menu: Layer/Duplicate Layer… (vi appare un dialog che chiede se rinominare se volete) oppure cliccndo il layer e, con il tasto sinistro premuto, trascinatelo sull’icona di duplicazione (quella che sembra un foglio di carta col bordo piegato per intenderci).

La magia della matematica potrebbe funzionare già così ma noi vogliamo ottenere il massimo e quindi vogliamo creare una maschera che protegga le parti luminose e che applichi il risultato dell’operazione via via in modo crescente man mano che le aree sono più “deboli” (luminose nel caso di un’immagine invertita, giusto?). Oddio! Non ho un tool di estrazione per creare le maschere! Voglio Pixinsight! Shhhh! Vi sente!

Vi basterà visualizzare, invece dei layers, il tab dei canali R, G e B (oppure il gray se è in B/N) e poi semplicemente fare CTRL+CLICK sul canale RGB (o Gray) et voilà! Photoshop ha selezionato una maschera basata sulla luminosità della vostra immagine! Vedrete le famose “marching ants” (magari poco, dipende dall’immagine ma non temete, la selezione c’è.) di PS che camminano a schermo.

Ultimi passaggi

A questo punto, dovrete dire a PS di utilizzare quella selezione come maschera per l’applicazione del livello superiore a quello di base. Per farlo, è sufficiente tornare al tab dei layers e cliccare sull’icona di creazione di maschera di livello (quella con il rettangolo chiaro in cui c’è un cerchietto scuro) oppure andare nel menu: Layer/Layer Mask/Reveal Selection per avere la vostra maschera. In realtà, avete estratto la “luminanza” della vostra immagine e l’avete utilizzata come maschera (pure questo può farvi pensare..).

Ok e adesso? Non è cambiato niente! Calma..

Impostate il livello superiore in modalità multiply (ma và?) e vedrete la vostra immagine scurirsi nelle parti chiare ma, ovviamente, via via meno nelle scure (più “nero” del nero non si può giusto?) che ci rassicura del fatto che la matematica funziona e che PS la conosce!

Non vi resta che unificare il tutto per renderlo un’unica immagine utilizzando il comando Flatten Image dal menu: Layers/Flatten Image o dal mini-menu che si trova al fianco del tab dei layers.

Una volta che avete la vostra immagine unificata, vi basta invertirla nuovamente per farla tornare un “positivo”: et voilà, l’immagine è pronta! (ovviamente potreste ripetere la cosa ma non fatevi prendere la mano eh?).

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